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La terapia dell’attacco emicranico: te lo do io il triptano!


Alfredo Costa, Dipartimento di Scienze Neurologiche, Istituto Neurologico Mondino , Università di Pavia

I triptani sono raccomandati dalle linee-guida per il trattamento degli attacchi emicranici di elevata o moderata intensità, e vanno utilizzati per gli attacchi di lieve entità solo nel caso in cui gli altri farmaci sintomatici siano risultati inefficaci o controindicati.
Il Sumatriptan è un agonista selettivo dei recettori 5-HT1 in grado di indurre vasocostrizione dei grossi vasi cerebrali. La sua efficacia sarebbe da attribuire alla vasocostrizione selettiva dei vasi cranici dilatati attraverso la sua elevata affinità con i recettori 5-HT1B, dislocati sui vasi intra ed extracranici.
Sfortunatamente, il Sumatriptan agisce anche sui recettori 5-HT1D a localizzazione coronarica, causando un modesto rialzo pressorio ed un aumento della frequenza cardiaca.
Pertanto, pur rappresentando uno fra i farmaci più efficaci nel trattamento sintomatico dell'emicrania, il suo uso è limitato dall'incidenza relativamente elevata di effetti collaterali (per lo più innocui, ma fastidiosi), nonché dalla significativa occorrenza di recidive dell'attacco emicranico nell'arco delle 24 ore successive alla assunzione.
Per tale ragione, sono disponibili numerosi altri farmaci della stessa classe, ma dotati di maggiore selettività ( Rizatriptan, Zolmitriptan ) , mentre per alcuni di essi ( Eletriptan ) si prevede l'immissione in commercio in tempi relativamente brevi. Sono attualmente anche disponibili vie alternative di somministrazione (intranasale) dello stesso Sumatriptan. ( 2000 )


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