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Trattamento preventivo dell’emicrania: i farmaci calcio-antagonisti


A. Costa e F. Antonaci, Dipartimento di Scienze Neurologiche, Istituto Neurologico Mondino, Università di Pavia

Appartengono a questa classe di farmaci la Flunarizina, la Cinnarizina e il Verapamil. La Flunarizina rappresenta il farmaco di impiego più frequente, benché non sia privo da effetti collaterali. La somministrazione per periodi protratti può indurre un parkinsonismo iatrogeno. Inoltre, la Flunarizina aumenta i livelli plasmatici di prolattina, probabilmente riducendo il tono dopaminergico tubero-infundibolare che regola il rilascio di prolattina dall'ipofisi. Altri effetti collaterali sono rappresentati da depressione del tono dell'umore e aumento del peso corporeo. Sono di solito sufficienti dosaggi di 5 mg/die per 20 giorni/mese per cicli di tre mesi ripetibili, dopo un mese di sospensione, anche 2-3 volte/anno. Sono generalmente necessarie 4-5 settimane per il raggiungimento di livelli plasmatici stabili e per la comparsa dell'effetto terapeutico. Obesità, depressione del tono dell'umore (anche solo anamnestica) ed età avanzata sono da considerare quali chiare controindicazioni alla somministrazione di Flunarizina. Anche la Cinnarizina, alle dosi di 75-150mg/die, si è rivelata utile nella profilassi dell'emicrania; può produrre sonnolenza e aumento dell'appetito. Il Verapamil viene invece utilizzato al dosaggio di 160-320mg/die e trova indicazione in presenza di depressione, ipertensione e tachicardia; può essere somministrato per cicli di 4-6 mesi. Altri calcio-antagonisti come la Nifedipina e Nimodipina sono totalmente inefficaci nell’emicrania. ( 2000 )


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