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I pazienti con cefalea a grappolo in terapia con Verapamil possono presentare anormalità all’ECG

Un comune trattamento preventivo della cefalea a grappolo è a base di Verapamil ad alto dosaggio. Il Verapamil, noto al grande pubblico con il nome di Isoptin, può provocare blocco atrioventricolare e bradicardia.

Uno studio, compiuto da Ricercatori inglesi del National Hospital for Neurology and Nerosurgery di Londra, ha valutato l’incidenza di aritmie nei pazienti affetti da cefalea a grappolo, trattati con Verapamil ad alto dosaggio.

Su 369 pazienti che soffrivano di cefalea a grappolo, 217 ( di cui 175 uomini ) avevano ricevuto Verapamil ad un dosaggio iniziale di 240mg/die, con aumenti di 80 mg ogni 2 settimane, per un dosaggio massimo di Verapamil di 960 mg/die.
Un paziente ha raggiunto un dosaggio giornaliero di 1.200 mg.

Il 41% dei pazienti non è stato sottoposto ad esame elettrocardiografico.

Il 19% dei pazienti, trattati con Verapamil, ha presentato aritmie.

Il 12% è andato incontro ad un blocco di primo grado ( PR>0,2 secondi ) ed 1 paziente ha richiesto l’impianto di un pacemaker permanente.

Quattro pazienti hanno presentato ritmo giunzionale ed 1 ha manifestato blocco di secondo grado.
In 4 pazienti è stato riscontrato un blocco di branca destra.

Il 36% dei pazienti ha presentato bradicardia ( frequenza cardiaca <60 bpm ), ma il Verapamil è stato sospeso solo in 4 pazienti.

In 8 pazienti l’intervallo PR si è allungato, ma non ha superato gli 0,2 secondi.

Poiché l’incidenza di aritmie ( 19% ) e di bradicardia ( 36% ) è alta durante trattamento con Verapamil a dosaggi compresi tra 240 mg e 960 mg/die, gli Autori raccomandano il monitoraggio elettrocardiografico per tutti i pazienti con cefalea a grappolo in trattamento con il calcioantagonista. ( Xagena2007 )

Cohen AS et al, Neurology 2007; 69: 668-675


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